In un’intervista che ha fatto il giro del mondo, il co-fondatore di Google parla della libertà su Internet, sempre più a rischio per l’eccesso di regole che la censura cerca di imporre. Molti hanno parlato però di pianto del coccodrillo, soprattutto in relazione alle controverse nuove regole sulla privacy imposte da Mountain View.
In un’intervista del The Guardian, il co-fondatore di Google ha parlato di «forze molto potenti schierate su tutti i lati, e in tutto il mondo, contro l’apertura della Rete».
Sempre nell’intervista, Brin sostiene: «Sono più preoccupato di quanto lo sono stato in passato», aggiungendo: «È spaventoso [...]. Bisogna 'giocare' secondo le regole [di Facebook], che sono davvero restrittive. Il tipo di ambiente che abbiamo sviluppato all’interno di Google, il motivo per cui siamo stati in grado di sviluppare un motore di ricerca, consistono nell’apertura della Rete. Immettendo sempre più regole, si intende soffocare l’innovazione.»
L’intervista, ha suscitato enorme interesse, pur lasciando inevase numerose domande, evitando alcuni dei temi caldi che Google si trova ad affrontare in questo momento, come ad esempio le controverse nuove regole sulla privacy e le accuse di comportamento anticoncorrenziale.
Ciò che è certo è che la posizione di Brin ha scatenato una marea di commenti, alcuni a sostegno delle tesi proposte nell’intervista, altri che ritengono la posizione di Google guidata da imperativi commerciali. The Register, ad esempio si concentra sulla tacita ammissione di Brin riguardo all’errore compiuto da Google nel sottovalutare la capacità della Cina di censurare e controllare Internet.
Mentre Google ha ancora una presenza in Cina, con un team di ingegneri del paese, l’azienda ha manifestato le proprie perplessità verso la linea dura del governo sulla censura web, giungendo alla decisione di delocalizzare la propria attività di ricerca a Hong Kong, all’inizio del 2010 .
Non poche le critiche arrivate da altri organi di informazioni, come il commento di Dave Winer, il quale ritiene che Brin abbia fatto un bel discorso sulla trasparenza e la libertà di Internet, invitando gli altri a mettersi in moto, senza però partecipare alla marcia. Questo per dire che a Google piace il web aperto quando è aperto a Google…
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